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"DE POLITICA"

ATTO  VI°

IV° IL VERME AMERICANO DI WALL STREET OLTRE LA MELA MARCIA GLOBALE DIVORA ANCHE GLI STATI UNITI

LEGGI SPECIALI PER DARE A G.W. BUSH PIENI POTERI PER ATTACCARE L’IRAK – IL LIBANO MERIDIONALE – LA SIRIA E LO YEMEN: L’11 SETTEMBRE 2002. COMINCIA LA LUNGA E DIFFICILE TRANSIZIONE DALL’ATLANTICO AL MEDITERRANEO DELLA GUIDA FINANZIARIA DEL MONDO: L’EUROPA DEVE RISCRIVERE LA NUOVA SCUOLA UNIVERSALE DEL PENSIERO ECONOMICO ED ETICO A MISURA DELL’HOMO SAPIENS.

di Guglielmo Maria Lolli-Ghetti

 

Nessuna persona di buon senso e di sani principi può gioire della gravissima crisi finanziaria americana che sembra fornire quell’atteso ed irrinunciabile alibi per costringere il Presidente G.W. Bush e i  poteri forti che lo manovrano a dichiarare una nuova catastrofica guerra  senza fine, la cui data di attacco, dovrebbe essere il prossimo 11 settembre 2002: anniversario della strage delle Due Torri di New York. In questa strana estate, il popolo americano, preoccupato per gli scandali finanziari a catena, sembra una gigantesca mandria di buoi impazzita ed assetata che viene sospinta da quattro cowboys senza scrupoli non verso pascoli sicuri ed irrigui ma verso l’abisso di un canyon, per occultare le prove delle loro malefatte. Magari fossimo nella spettacolare finzione cinematografica di Hollywood dove ci aspettiamo l’arrivo del burbero ed onesto John Wayne, che punisce i malfattori e ristabilisce la giustizia e l’ordine e tutti sorridono felici e contenti. Siamo di fronte ad un conflitto di violenza inaudita che vedrà in campo l’utilizzo delle tecnologie più moderne e sofisticate, messe a punto in questi ultimi 50 anni e che per di più dovrà essere  giocata più rapidamente  e mostruosamente di Hiroshima a Nagasaki, contro i giapponesi. Stiamo parlando dell’utilizzo di bombe nucleari e tattiche a raggio limitato sulla pelle di Irak,  Libano meridionale, Siria e  Yemen etc. La stima da 500 mila a 3 milioni di morti per lo più civili,  sembra  per il Dr. Stranamore un costo giusto ed accettabile per sottomettere circa 500 milioni di mussulmani situati tra il Mediterraneo e l’Oceano Indiano. Questo quadro sconfortante ci viene fornito dalla aggregazione e analisi dei dati macroeconomici e politici di questi ultimi giorni, selezionati tra i tanti studi  ed informazioni di parte che hanno lo scopo di disorientare e tenere in pugno la capacità decisionale del risparmiatore globale. L’evoluzione della corruzione e della avidità dei vermi di Wall Street che già negli anni ’70 durante il disastroso esito della guerra in Vietnam di Mac Namara e della General Electric, distrusse il mercato azionario U.S.A. ha  continuato a bruciare le economie del Centro America  e del Brasile nel 1981, del Giappone  nel 1990, del Messico nel 1994, dell’Asia nel 1997, della Russia nel 1998, dell’Argentina nel 2000 e  oggi divora con il Paraguay e l’Uruguay  anche se stessa, avventandosi sui valori fondamentali azionari degli stessi americani, toccando il punto più basso dell’epoca e dell’epopea storica degli eredi di G. Washington: al tramonto irreversibile dopo meno di un secolo. Le dichiarazioni imbarazzate del governatore della Fed, Alan Greenspan al momento del sorpasso dell’Euro il 15 luglio 2002, sono parlanti soprattutto per quello che tacciono, perché la perdita di credibilità del dollaro sia all’interno dell’opinione pubblica che all’esterno sui mercati mondiali segna un punto intollerabile di non ritorno. Greenspan può battere sul tasto dell’orgoglio nazionale ma non può dire che la parità di concambio dollaro/euro o peggio il superamento stabile della moneta europea temuto fino alla soglia di 1,2 US$,  significa la perdita del primo dei quattro pilastri della strategia Usa cioè dell’attività di Signoraggio del dollaro: battere continuamente moneta senza copertura aurea a seconda del disavanzo commerciale Usa. Stampare ciclicamente il biglietto verde quando è forte per compèrare manodopera, merci, tecnologie, industrie e governi e quindi rivendere sempre con il cambio più favorevole alla Corporate America, è una conditio sine qua non. Da qui discende che il secondo pilastro della negata convertibilità aurea o di un qualsivoglia minerale o merce od altro valore lascia che il valore finale del dollaro sia determinato solo dal suo peso politico e quindi militare. Se l’euro continuasse la sua marcia lenta di predominio divenendo come sta già accadendo, la moneta di scambio prevalente per tutte le transazioni internazionali, preferito dal miliardo di cittadini mussulmani, si potrebbe addirittura creare quello effetto di trascinamento monetario che ha visto il peso argentino più debole, trainato nel baratro, per il concambio con il dollaro più forte e continuamente rivalutato. L’affanno americano nasce non solo per il deficit spending interno ma anche perché l’utilizzo generalizzato delle carte di credito, da tutti gli strati sociali, per incrementare la domanda di credito al consumo di beni inutili continuamente stimolata dai media, ha bisogno di denaro a basso costo. Il debito dei privati ha toccato il record del 76% rispetto al PIL U.S.A. , mentre il debito delle aziende private è arrivato al massimo storico del 68% rispetto al PIL. Tranne il 10% della popolazione di sbandati, che vive alla Easy Rider secondo il mitizzato scrittore underground Kerouac, senza fissa dimora, assistenza sanitaria etc, comprata elettoralmente con l’assegno sociale di povertà, non incide più di tanto sul ricco mercato delle carte di debito. Così la New Age e la New Economy con l’esplosione della bolla speculativa telematica ed il parallelo scoppio della bolla speculativa immobiliare danno la misura del doppio fallimento agli inizi del terzo millennio dell’American Way of Life. Oggi il dollaro gode di un tasso dell’1,75% e bisognerebbe abbassarlo ancora ma in questo modo la fuga dei capitali esteri soprattutto europei, scenderebbe paurosamente attratta dal migliore tasso BCE al 3,25%, che il saggio governatore tedesco Duisemberg non ha giustamente alcun interesse a diminuire, per non incrinare il Patto di Stabilità UEM.  E non c’è giorno che i soliti addetti ai lavori, unti dal Signore, non si scaglino contro la BCE suggerendo di abbassare il costo europeo del denaro. Ma veniamo alla tardiva ed ipocrita mossa moralizzatrice di Greenspan che solo oggi vuole conteggiare a spese  le Stock Options, colta a volo, si fa per dire dal presidente Bush anche egli implicato per insider trading, in un procedimento legale della petrolifera HARKEN, di cui era consigliere. La proposta di questa nuova legge sui  falsi in bilancio aziendale, sugli abusi amministrativi e sul ricorso alle agevolazioni finanziarie per i dirigenti d’azienda e sui loro conflitti d’interesse, a danno dei sottoscrittori dei fondi pensione,  è stata precipitosamente approvata dal Congresso,  per rabbonire il cittadino americano che per il 54% non ha creduto minimamente agli effetti realmente positivi di questa stretta normativa e legale per le grandi Holdings. La legge sulle Stock Options delle grandi corporations  votata nel 1994, all’inizio del primo mandato presidenziale del democratico Bill Clinton,  aveva alzato il livello delle remunerazioni dei dirigenti d’azienda, rispetto agli emolumenti medi del lavoratore statunitense già superiore di 40 volte a 400 volte. Le Stock Options, depurate della terminologia sintetica anglosassone sono ampiamente utilizzate anche nelle grandi società europee ed italiane da epoca immemorabile. Sono sempre servite al re di ieri ed all’amministratore delegato di oggi,  per corrompere e garantirsi la complicità dei servitori e collaboratori più avidi e spietati nel governo di uno stato o di un’impresa pubblica o privata a spese di un popolo o degli impiegati o dei soldati di un esercito da mandare al macello. Il bottino di guerra e stato sempre un rituale spartitorio giustificato dalla forza del potere di pochi a scapito delle masse. Niente di nuovo sotto il sole!  I vermi di Wall Street e non solo sono in effetti non più una classe dirigente ma una banda digerente che divora ricchezze e guadagna anche quando i risparmiatori perdono. Ma è così che gli imperi crollano e vengono seppelliti dalla polvere della storia.  Questi sono i vantaggi della democrazia! Una volta almeno gli aristocratici se non morivano in battaglia o nelle imboscate o avvelenati a pranzo e cena,  finivano sotto la mannaia del vincitore.  Secondo le stime riportate dagli ultimi dati trimestrali dello Standard & Poor’s 500 circa il 20% delle società quotate non raggiunge gli obbiettivi di bilancio prefissati e denunciano perdite  di miliardi di US$.  Nella voragine della Enron e della WorldCom che deteneva il 50% di Internet sono finite anche la Deutsche Bank, per 1,01 miliardi di dollari e le italiane Banca Intesa BCI, Capitalia e Generali per 240 milioni di dollari senza che sia stata fatta nessuna interrogazione parlamentare nel Consiglio europeo né in quello italiano, senza contare le perdite degli altri stati europei perché la grande stampa internazionale ha messo la sordina sull’argomento: le borse europee in sette mesi da gennaio 2002 hanno perso già 2500 miliardi di euro. Oggi l’America per la fiammata di recupero sull’Euro innescata tra il 24 e il 28 luglio u.s. ha bruciato più di 1000 miliardi di dollari in poco meno di 72 ore di negoziato,  attingendo  da riserve finanziarie  insospettate,  tratte da plus valenze valutarie nascoste nelle pieghe più segrete di società finanziarie parcheggiate nei paradisi fiscali sparsi nel mondo. Ancora una volta non riusciamo a capire come si possa parlare di ripresa della borsa americana ed europea. C’è da rimanere interdetti perché vorremmo conoscere  quel misterioso investitore che ha visto svanire il 60% reale delle sue liquidità e sapere da quale portafoglio riesca a prendere denaro fresco confidando nei guadagni di borsa. Se ad ogni tonfo di Wall Street che si ripercuote sulle piazze d’affari europee vengono bruciati mediamente ogni giorno almeno 250 miliardi di Euro, chi è che alimenta il mercato? Perché i conti di questo dissesto planetario non quadrano! Una scuola di pensiero sussurra che al capezzale di Zio Sam, accorre la mano premurosa dei narco-dollari che rimpinguano le casse delle finanziarie internazionali di 50 mila miliardi di US$ ogni anno. Questa riflessione amara non troverà mai una risposta adeguata. Dobbiamo forse ringraziare la teodicea di E. Kant: Iddio nelle sue segrete vie si serve del male per fare del bene? Intanto la lista delle società multinazionali indagate dalla SEC cresce ogni giorno di più.  Scorrono i nomi di giganti commerciali ed industriali come la Procter & Gamble – Johnson & Johnson – Merck – Merril Linch – City Group Chase – JP Morgan – Qwest – ITM Daython – Price Waterhause Coopers – Avon – Conagra per alimenti marci – American On Line Time Warner a cui è legato lo stesso Sottosegretario agli esteri Colin Powel, colomba del Gabinetto Bush – il Group HalliBurton vicino al Vicepresidente Dick Cheney, falco del governo U.S.A. – e per finire il Segretario della  Difesa Thier, è sotto processo per aver ricavato 12 milioni di dollari per la vendita di azioni Enron prima del crollo. Oltre al centinaio di società americane sotto l’inchiesta tardiva e quindi complice della SEC americana, dovremmo aggiungere grandi gruppi finanziari ed industriali in Europa e nel resto del mondo, tutti contagiati dalla Deregulation d’oltre oceano che rappresenta il terzo pilastro della supremazia economica americana. Questo disastro dovuto al mal costume di pochi,  produrrà effetti negativi per ancora molti anni, per lo meno finche non cesserà la durata relativa dei futures trentennali sottoscritti. Oggi i grandi acquirenti dei vari mercati grigi nazionali ed esteri si sono riversati sui bond e sulle obbligazioni di stato, marcati Tripla B, una volta considerati pessimi,  in attesa di vedere le mosse di Bush e delle sue teste d’uovo. Non a caso in un suo recentissimo intervento ha citato F.D. Roosevelt ricordando l’attacco a Pearl Harbor  che fece entrare l’America nella II° Guerra Mondiale ed a questo punto si scoprono gli altarini denunciati dalla nostra coraggiosa ed intelligente testata Rinascita. Giustamente il Governo Americano si sente in guerra con gli stati canaglia ma per fare la guerra bisogna approntare prima della macchina bellica una struttura finanziaria adeguata anche se più correttamente dovremmo dire che proprio gli errori, si fa per dire, cioè la corruzione e l’egoismo dei vermi di Wall Street spingono conseguentemente la mandria americana verso il disastro della guerra già da prima dell’attacco sciagurato dell’11 settembre 2001 alle Due Torri di New York, che è costata la morte terribile di 2500 persone facenti parte di ben 63 nazionalità diverse. Secondo noi, e non solo noi, la guerra è un ennesimo crimine che non paga nessun crimine: nuovi innocenti pagheranno per questi innocenti e chi specula sull’orrore della vendetta non dovrebbe poter spingere l’America e l’Inghilterra al disastro totale di una generazione. Basterebbe una vera e coordinata azione di polizia fra tutti i 63 stati che hanno perso i loro cari in questo tragico evento. Ma tutto questo non accadrà! Intanto Tony Blair richiama i riservisti inglesi per settembre e Sharon bombarda una città per uccidere un guerrigliero di Hamas: la miccia della bomba a tempo del conflitto israelo – palestinese brucia sempre di più, basta spingere da una parte o dall’altra dei contendenti, per scatenare una doppia guerra santa. Ci siamo! Il Congresso americano vara a questo punto alcune leggi per dotare Bush di pieni poteri finanziari e quindi militari per attaccare. Il 27 luglio 2002 la Camera  americana all’alba conferisce il Fast Track con 215 voti contro 212 per consentire a Bush una corsia veloce per chiudere i negoziati del nuovo Nafta (North America Free  Trade Agreement) allargandolo dal Canada e Messico al Brasile, Argentina, Paraguay etc, insomma per creare un'unica area di scambio commerciale dal Polo Nord al Polo Sud, per poter battere definitivamente la penetrazione culturale e commerciale europea soprattutto di Portogallo, Spagna  ed Italia.  L’America si garantisce in questo modo un quinto delle aree commerciali del pianeta,  riservandosi un predominio assoluto nell’ambito dei prossimi negoziati WTO che ha già creato quei  problemi finanziari nel Centro e nel Sud America noti a tutti.  Il secondo atto legislativo riguardante la sicurezza interna: Homeland Security e passato alla Camera con 295 voti a favore contro 132 contrari, conferisce al futuro Ministero degli Interni in deroga alle leggi sindacali federali in caso di emergenza la prerogativa della segretezza dei suoi atti e decisioni. Da pochi giorni ormai il Grande Fratello di Orwell si è insediato nella vita americana facendo di tutti gli impiegati di stato e dei postini, spie ed alleati segreti del nuovo verbo americano. Per concludere il Pentagono ha privatizzato la guerra dell’informazione militare ed dell’intelligence di contro spionaggio affidandosi ad una costosissima agenzia privata di pubbliche relazioni che si affiancherà alla notissima CIA nelle sue operazioni di guerra psicologica e militare.  I dati trimestrali usciti sono sconfortanti,  il debito americano è pari a 1/4 del PIL, l’inflazione stenta a scendere  e la disoccupazione americana al 5,9% minaccia di salire per gli effetti a catena degli scandali finanziari che hanno minato ormai la fiducia degli americani nell’economia U.S.A. e sul Governo di questo Presidente repubblicano. L’indice Ism della fiducia dei dirigenti industriali e sceso dal 56,2% al 50,5%. Lo stesso indice Standard & Poor’s 500 è crollato del 2,96%. I timori di Greenspan e della stessa Merril Linch danno un quadro dello stato di salute desolante: l’America è in recessione, gli industriali U.S.A. sono i primi a non credere nella ripresa. A questi livelli di deficit la Fed necessita che oltre un miliardo di dollari al giorno, provenga negli Stati Uniti per tenere la gioiosa macchina bellica americana almeno nelle condizioni di equilibrio finanziario ottimale per scatenare una guerra. Wall Street  per non fare implodere finanziariamente gli U.S.A. deve puntellarsi col suo quarto pilastro strategico economico ricorrendo allo spregiudicato e mediaticamente falsato utilizzo dei fondi gestiti internazionali e delle sue società multinazionali quotate e certificate dolosamente per pompare ad horas miliardi di dollari. Con questi mezzi è stato possibile creare quella mela marcia del suo mercato globale metastasizzato da intermittenti e artificiali crisi politiche, commerciali, militari e religiose, in quelle aree appetibili su cui speculare al ribasso ed al rialzo, alimentandosene come un verme con l’obbiettivo di soggiogare e cocacolonizzare parassitariamente e per sempre i 6 miliardi di abitanti del pianeta. A questo punto si pone l’eterno quesito del bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto ossia quanto conviene la guerra e quanto conviene la pace?  In questo stato di pericolosa parità la palla passa agli umori della guerra per la libertà dei territori occupati dagli israeliani in Palestina. Chiudiamo facendo osservare che la Guerra del Golfo del 1992 di Bush Senior costò 60 miliardi di dollari che per l’80% vennero pagati dagli alleati degli americani. L’assurdo è che il tragico e il folle disegno americano pretende di far pagare tutto questo al mondo e soprattutto agli europei e magari vincere e guadagnare qualche miliardo di dollari da giocare a Las Vegas. La gigantesca e possente nave  Titanic americana,  naviga tra fiumi di champagne e musica assordante,  dritta verso l’effimero e silenzioso ghiacciaio vagante che la storia degli umani destini  frappone alla sua rotta dissennata e corrotta dagli egoismi e dalla stupidità di quei pochi vermi che si credono i padroni del mondo. Siamo purtroppo tutti marinai e passeggeri che navigano sulla stessa barca. Dobbiamo opporci con tutte le nostre migliore forze spirituali e morali per impedire tutto ciò ed è imperativo categorico in questo periodo di lunga e difficile transizione che l’Europa riprenda il suo ruolo storico di guida morale e finanziaria del mondo riscrivendo le regole di una nuova scuola universale del pensiero economico ed etico a misura dell’Homo Sapiens  libero e responsabilmente  rispettoso del suo Habitat naturale.

 

Questo studio sulla politica economica americana è stato pubblicato con il titolo “WALL STREET DIVORA LA MELA MARCIA” il 03/08/2002 sul Quotidiano RINASCITA  -Anno V° n. 178 – pagg. 12-13.